Comunicato Stampa sull’aggressione neofascista a Giacomo Gamba

Nella notte tra lunedì e martedì scorso abbiamo assistito all’ennesimo episodio di violenza squadrista in città. Come Rete contro i fascismi -Trento vogliamo innanzitutto esprimere la nostra vicinanza e solidarietà alla persona aggredita. Una persona che non è riconducibile ad alcun gruppo organizzato e ha coraggiosamente deciso di parlare pubblicamente di quanto avvenuto, perché non cada nel silenzio, come troppe volte è accaduto nei mesi passati. Non possiamo che guardare con rispetto e ammirazione a questa scelta coraggiosa.

Purtroppo si tratta dell’ultimo episodio di una lunga serie: da quando, nel novembre del 2013, CasaPound ha aperto la sua sede a Trento (purtroppo proprio in via Ancilla Marighetto, la giovane partigiana uccisa per mano dei nazi fascisti nel Tesino), si sono moltiplicate le azioni di squadrismo: minacce, raid notturni di neofascisti con coltelli e bastoni, inseguimenti e speronamenti in macchina ecc. Da ormai più di un anno sono state organizzate numerose iniziative pubbliche di denuncia, portate avanti dalla Rete, ma anche da altri soggetti politici in città. Inoltre, abbiamo raccolto tutti questi episodi, documentandoli con accuratezza, precisione e veridicità, all’interno di un dossier dal titolo ‘Un anno di CasaPound a Trento: storie di squadrismo, propaganda e blackout mediatici”, presentato pubblicamente giovedì scorso, allegato con il presente comunicato e scaricabile gratuitamente al sito dell’Osservatorio contro i fascismi del TAAS.

Vogliamo ancora una volta richiedere alla città di prendere una posizione chiara e netta in merito: Trento è e deve rimanere una città orgogliosamente antifascista. Non possiamo permettere che questo genere di soggetti politici abbiano legittimità alcuna nello spazio pubblico. Chiediamo anche che il Presidente della Provincia, il Consiglio comunale, il Sindaco e la Giunta prendano finalmente una posizione chiara in merito, spezzando un silenzio che dura da troppo tempo e che rischia di diventare complice. Chiediamo anche un’assunzione di responsabilità da parte dei mezzi di comunicazione pubblica, affinché smettano di oscurare questi episodi o di ricondurli ad una rappresentazione strumentale, quella della guerra tra bande e della logica degli opposti estremismi. Qui non si parla di guerra tra bande o di qualche singolarità smarrita vittima del “disagio giovanile”, qui stiamo parlando di una città in cui la destra neofascista si sente legittimata ad azioni di squadrismo frequenti e pubbliche. Prima che sia troppo tardi, è tempo che la città si accorga che queste sono forme di squadrismo politico di matrice neofascista. Anche per questo, torniamo a chiedere che la sede di questi squadristi, la sede di Casa Pound Trento, “il Baluardo” sia finalmente chiusa.

Chiediamo infine a tutte le realtà antifasciste e democratiche di alzare assieme questa voce chiara di sdegno e preoccupazione perché questo episodio, come scrive Giacomo con estrema lucidità, sia effettivamente l’ultimo.

Rete contro i fascismi- Trento