Per un Trentino accogliente che rifiuta il razzismo fascista. Restiamo Umani.

C’è un filo nero che lega gli ignobili attentati incendiari di Soraga e Lavarone. E’ quello dell’odio razzista verso il migrante, della disumanità che indica come nemico le persone che hanno come unica “colpa” quella di aver deciso di rischiare la propria vita per cercare un presente migliore.
Crediamo invece che – a differenza del gesto di matrice razzista e da cui è necessario prendere le distanze – sia importantissimo non chiudere la porta in faccia a chi scappa da guerra e miseria e sostenere le donne ospitate e le persone che le accompagneranno nella loro nuova dimora.
Un piccolo gesto, abbiamo voluto portare dei fiori come farebbe qualunque buon vicino per dare il benvenuto ai nuovi arrivati.

Le 24 donne nigeriane che il 21 novembre sono state accolte a Lavarone scappano da uno Stato tra i più violenti e duri dell’Africa Subsahariana. Non solo la Nigeria è colpita dal terrorismo omicida di Boko Haram che ha causato più di 20.000 vittime dal 2010, ma a questo si aggiungono altri dati allarmanti: le Nazioni Unite hanno diffuso il mese scorso un drammatico appello alla comunità internazionale per salvare la vita di 75.000 bambini che nei prossimi mesi rischiano di morire di fame. 14 milioni sono le persone che nel Nord e soprattutto nel Nord Est del paese hanno bisogno di assistenza umanitaria; 500.000 secondo Medici Senza Frontiere gli sfollati nello stato del Borno dove manca il cibo, l’acqua potabile, le medicine.
Chiunque di noi in una situazione del genere vorrebbe ricevere aiuto, ma quando questo non arriva o non è sufficiente a garantire una vita dignitosa, è giusto e legittimo esercitare il proprio “diritto alla fuga”. E allora anche queste donne sono state costrette a fuggire, attraversare un deserto e arrivare fino alle coste libiche e lì imbarcarsi su un gommone.
Un viaggio della speranza, dove la maggior parte di loro ha subito o assistito a violenze e stupri. Perché anche durante questo interminabile viaggio, così come nelle guerre, la violenza maschilista si manifesta nei modi più brutali. Non tutte però riescono a raggiungere l’Italia. Impietoso è il dato delle vittime di questo esodo: oltre 32.000 uomini, donne e bambini hanno perso la vita nel Mar Mediterraneo, solo nel 2016 i morti sono oltre 5.500!

Eppure a chi soffia sulle paure di tutti noi queste informazioni non interessano. Anzi, per il proprio consenso elettorale (o per trovare dei seguaci) stanno inventando menzogne e fomentando rancore e razzismo.
Qual è il risultato dell’accostare la parola “migrante” a quella di terrorista, invasore, clandestino o al più a epiteti volgari come ciabattaro, puttana, negro? Qual è la conseguenza di continuare a raccontare la frottola dei 35 € a migrante, a usare slogan stupidi e falsi come “gli italiani nelle tende e i profughi negli hotel”?
Qual è l’esito di ritenere i migranti responsabili per tutto quello che è negato alle fasce più deboli della popolazione?

L’effetto è sotto gli occhi di tutti e tutte: istigare e armare le mani di qualche militante a compiere queste azioni per ostacolare con ogni mezzo necessario il loro arrivo. Scatenare una guerra tra poveri per raccoglierne i frutti. Quanto successo a Lavarone, ieri si è replicato a Soraga in Val di Fiemme, prima a Gorino nel ferrarese, prima ancora a Recoaro nel vicentino. Episodi perciò non isolati che si stanno espandendo come una metastasi e che messi insieme rappresentano il volto più preoccupante e pericoloso per questo Paese. Esiste una chiara tracciabilità nella matrice ideologica fascista e razzista che li spinge e poi li giustifica. Le parole dei consiglieri provinciali Fugatti della Lega Nord e Cia di Agire per il Trentino, pur non riconoscendosi in questi atti, sono altrettanto gravi perché invece che solidarizzare con le vittime non trovano di meglio che prendersela con la Provincia che accoglie i migranti, dimenticandosi che esistono una Costituzione e delle Convenzioni Internazionali che sanciscono il diritto d’asilo e il diritto all’accoglienza. Altrettanto grave è che sia a Lavarone sia a Soraga gli estremisti di destra di Prima Noi e di Forza Nuova siano apparsi in serate pubbliche aizzando i cittadini a fare le barricate per impedire l’arrivo dei e delle rifugiate.

Tuttavia anche se esiste una percentuale piccola di persone ignoranti e razziste in qualsiasi comunità, la gravità di tali episodi non può far rimanere impassibili e in silenzio nessuno. E’ importante prendere una posizione netta e rifiutare qualsiasi forma di razzismo. La risposta delle istituzioni locali e di molti cittadini di Lavarone che non ha minimamente messo in discussione l’accoglienza delle donne è un esempio per tutti gli altri comuni trentini che pongono veti o intralciano l’accoglienza. Piccoli gesti importanti, come il Sindaco che rivernicia la porta, come lo striscione con la scritta “Welcome” sulla porta della casa d’accoglienza, come voler dare un grande Benvenuto alle donne rifugiate.

Nessun essere umano è illegale, la solidarietà è la nostra forza.