Dalla casa comune al Filo spinato

La Rete Trentina contro i fascismi è lieta di invitarvi il giorno 15 marzo 2017, alle ore 20,30 presso la sala stampa di Palazzo Geremia, Trento, Via Belenzani 19.
All’incontro

Dalla casa comune al Filo spinato
storia dei popoli del confine orientale nella prima metà del Novecento

con il Dott. Piero Purini e il Prof. Jože Pirjevec

«Casa nostra fu ed è in realtà casa comune». Con quest’espressione nel 1912 il socialista triestino Angelo Vivante intendeva descrivere la realtà del Litorale Adriatico settentrionale: Trieste, Gorizia, l’Istria e la Dalmazia. Queste terre all’epoca erano abitate, se prese nel complesso, circa al 40% da popolazioni di lingua e cultura italiana e per il resto da popolazioni slovene e croate, con consistenti comunità tedesche (e ungheresi, nel caso di Fiume).

Con l’aggressione italiana all’impero austroungarico del 1915 le precedenti rivalità nazionali e di classe si acuirono sempre più avviando quella distruzione della «Casa comune» che procederà attraverso vari passaggi nel successivo mezzo secolo: la grande guerra, il fascismo con le violenze e le discriminazioni contro le popolazioni slovene e croate, l’invasione italo-tedesca della Jugoslavia che diede avvio ai massacri che portarono alla morte di un milione di Jugoslavi su quindici milioni, la resa dei conti post-bellica con le esecuzioni sommarie delle foibe, la creazione di nuovi confini che assegnarono Istria e Dalmazia alla Jugoslavia ed infine la partenza da quelle terre nei successivi 15 anni di circa 250.000 persone che costituivano la stragrande maggioranza della popolazione italofona ma anche sloveni e croati contrari al regime di Tito.

Per ricostruire questa storia complessa e spesso tragica abbiamo scelto di rivolgerci a due storici che nelle loro opere hanno affrontato le complesse vicende di una terra di frontiera abitata da diversi popoli attraverso un punto di vista sovranazionale. Parleremo infatti della storia dei popoli del confine orientale con due esperti di indiscutibile levatura scientifica: Piero Purini e Jože Pirjevec. Il primo è uno storico di lingua italiana che ha conseguito il dottorato presso l’Università di Klagenfurt ed è autore di studi inerenti gli spostamenti di popolazione sul confine orientale. La sua opera più importante è il testo «Metamorfosi etniche. I cambiamenti di popolazione a Trieste, Fiume e in Istria. 1914-1975» (Udine: KappaVu, 2014). Il secondo è invece uno studioso di lingua slovena autore di alcuni dei più importanti testi sulla storia della Jugoslavia e del confine orientale, tra i quali ricordiamo:«Il giorno di San Vito. Jugoslavia 1918-1992: storia di una tragedia» (Milano: nuova Eri, 1993); «Le guerre Jugoslave 1991-1999» (2001); «Foibe una storia d’Italia» (2009); «Tito e i suoi compagni» (2015), questi ultimi tre tutti editi dalla casa editrice Einaudi. È stato inoltre docente di storia presso le università di Trieste, Pisa, Padova, ed ora all’Università del Litorale di Koper/Capodistria.

Nell’organizzare questo incontro non è nostra volontà contrapporci alla memoria di chi porta nella propria storia personale e familiare le sofferenze causate dalle vicende del confine orientale nel corso del XX secolo, ma fornire un’alternativa alle narrazioni intrise di nazionalismo che mirano a rimuovere o negare la complessità della storia delle terre di confine come la nostra o il confine orientale. Per questo abbiamo deciso di consentire a tutti e tutte di confrontarsi con una storiografia attenta alle pluralità e complessità di una terra che, come molte altre in Europa, è stata straziata dal sorgere e dal confliggere degli stati-nazione.