Perché non diventi “normale”

Il fascismo oggi non si palesa solo quando un antifascista viene accoltellato o quando una residenza di profughi subisce un attentato. Il fascismo è diventato normalità, si condivide su Facebook, sfila nelle piazze e siede nei salotti televisivi. Spesso non ha la testa rasata né la camicia nera, ma sa vestirsi in doppio petto e ha la faccia pulita del vicino che anima i comitati per il decoro e la sicurezza. A volte grida “prima i nostri!”, altre bisbiglia pacato “mi spiace, non si può mica accogliere tutti…”. Si nasconde dietro la “libertà di espressione” mentre nei fatti cerca di imporre egoismo, odio ed intolleranza.

Il fascismo può assumere diverse forme, dal razzismo all’islamismo, ma si basa sempre sull’idea che si è più sicuri, si hanno più diritti, più lavoro, più opportunità se ci si chiude a difesa di quel poco o tanto che si ha assieme a coloro che consideriamo “dei nostri”. Come se il “nostro” benessere richiedesse per forza di cose il sacrificio di altre persone sugli altari della “nazione”, della “razza” o della “religione”. Il fascismo assume anche il volto dell’indifferenza, della chiusura in tante solitudini quotidiane o della convenienza politica. Introdurre una legislazione che discrimina i migranti per facilitarne l’espulsione oppure legittimare un regime autoritario e islamista come quello turco significa rendersi complici del fascismo contribuendo alla sua diffusione.

Di fronte a tutto questo è necessario lasciarci alle spalle le distinzioni ricercate ad arte, le piccole barriere e le chiusure settarie. Tutti coloro che rifiutano il fascismo e la sua normalizzazione, qualunque siano le loro sensibilità, devono unirsi e sostenersi a vicenda. Occorre negare ogni spazio ai partiti e ai movimenti esplicitamente razzisti ma anche impedire che il loro odio, magari sotto apparenze “moderate” o “democratiche” infetti l’intera società.

Sono cambiate tante cose in 70 anni, ma è rimasta la necessità di schierarsi in modo netto nel conflitto tra fascismo e umanità.

Rete contro i fascismi