Vi presentiamo quei “Bravi Ragazzi”

Dopo essere stata respinta una prima volta nel lontano 2009, grazie ad una grande mobilitazione antifascista, CasaPound si ripresenta a Riva del Garda.
La città dei Martiri del 28 Giugno, trucidati dai nazisti per la delazione di una spia fascista, sarà infangata dalla terza sede di CasaPound in Trentino-Alto Adige, dopo quelle di Bolzano e Trento.

Ora diamo giusto due numeri per inquadrare il “fenomeno”: dal 2011 a livello nazionale gli “uomini della tartaruga” arrestati sono stati ben 20 mentre i denunciati 359 (uno ogni 5 giorni). Anche a livello regionale è evidente che dopo le aperture delle sedi di Bolzano e Trento le aggressioni, gli atteggiamenti pubblici di violenza, istigazione all’odio razziale e di simbologie fasciste sono cresciuti esponenzialmente. Giusto per citare i casi più recenti:

– Bolzano: la pagina Facebook di CasaPound Bolzano viene chiusa per un certo periodo perché “istiga all’odio”.

– Bolzano: una ragazza, rea di aver schizzato involontariamente un ragazzo con dell’acqua, viene aggredita e spintonata contro una ringhiera. Il suo aggressore afferma: “Che fai? Guarda che sono di CasaPound”.

– Riva del Garda: vengono appesi svariati manifesti inneggianti alla Repubblica Sociale Italiana, ed adesivi che recitano “Riva barrio fascista”.

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Articolo del “Corriere del Trentino” in merito all’aggressione ai danni di alcuni ragazzi

– Trento: Filippo Castaldini (25 anni) referente di CasaPound ed altri 4 associati – Matteo Crotti (25 anni), Claudio Matuzzi (27 anni), Luca Travaglia (27 anni) e Oscar Valentini (26 anni) – sono stati condannati in primo grado ad un anno per un’aggressione ai danni di alcuni ragazzi di ritorno da una festa. (http://www.ildolomiti.it/cronaca/casa-pound-un-anno-di-reclusione-filippo-castaldini-e-altri-quattro-attivisti-avevano)

– Arco: Nicola Paolini e Michele Prandi sono stati condannati in appello, rispettivamente, a 5 anni e 3 anni e due mesi. I due personaggi, legati ad ambienti dell’estrema destra, nel 2014 aggredirono due ragazzi, riconosciuti come “antifascisti”, in un parcheggio di Arco (TN). Uno dei due venne ferito gravemente da una coltellata.

– Bolzano: Andrea Bonazza, consigliere comunale nella città sudtirolese, viene festeggiato dai suoi sodali “a colpi di saluto romano”, indaga la Digos. (http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2017/03/23/news/casapound-saluto-romano-per-festeggiare-bonazza-1.15077733)

– Bolzano: Davide Brancaglion ex consigliere circoscrizionale di CasaPound andrà a processo con l’imputazione di lesioni gravi. Secondo l’accusa il militante di estrema destra avrebbe aggredito un ragazzo nei pressi della sede di CPI L’aggredito, “colpevole” di avere come suoneria del cellulare “Bella Ciao”, rischiò gravi conseguenze all’occhio destro per il pestaggio. CasaPound non prese mai le distanze da Brancaglion, anzi lo sostenne pubblicamente.

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Bonazza con la maglia di “Charlemagne”

– Bolzano: il consigliere comunale Andrea Bonazza si presenta alla seduta del Consiglio indossando una felpa nazista della Charlemagne, divisione delle SS.

– Riva e Arco: le sedi del Partito Democratico sono vandalizzate, dalla sede di Rifondazione Comunista vengono rubate alcune bandiere e delle placche informative.

– Dopo una campagna di affissioni e striscioni contro l’accoglienza ai richiedenti asilo promossa sia da CasaPound che da altre organizzazioni della destra nazifascista, 3 strutture adibite all’accoglienza (a Lavarone, Soraga e Roncone) subiscono attacchi incendiari da parte di ignoti (http://www.trentotoday.it/cronaca/lavarone-attentato-incendio-profughi.html). A Roncone per pura fortuna non si è verificata una strage. (http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2017/03/24/news/roncone-attentato-incendiario-alla-casa-dei-profughi-1.15082682) (https://www.questotrentino.it/articolo/15021/chi_soffia_sul_fuoco.htm)

– Trento: davanti al liceo Prati, tre studenti vengono malmenati da militanti di CasaPound che stavano volantinando assieme agli affiliati della loro organizzazione giovanile Blocco Studentesco. (http://www.ildolomiti.it/politica/ecco-cose-successo-al-prati-il-racconto-del-ragazzo-che-si-e-preso-un-pugno-bocca)

– Trento: Filippo Castaldini, portavoce di CasaPound Trento, e Maurizio Zatelli sono stati condannati a risarcire economicamente un ragazzo aggredito nell’estate del 2014.

– Bolzano: l’ex consigliere circoscrizionale di CasaPound, Davide Brancaglion, viene indicato come l’autore di tre pestaggi avvenuti in tre diverse occasioni, in una di queste alcuni ragazzi sono stati prima inseguiti e successivamente aggrediti mentre camminavano per strada. Brancaglion viene condannato a risarcire una delle vittime (gli altri due processi sono in corso) e costretto rassegnare le sue dimissioni. https://www.salto.bz/it/article/18072016/il-vizio-del-lupo

– Trento: un attivista del Centro Sociale Bruno viene aggredito con coltello e martello dopo una serata organizzata dalla Rete Contro i Fascismi, l’aggressore è stato riconosciuto nella figura di Filippo Castaldini, responsabile di CasaPound Trento.

Infine qui (https://osservatoriocontrofascismi.info/2015/03/06/presentazione-del-dossier-su-casapound-trento/) trovate il Dossier riguardo all’attività di cpi in Trentino, aggiornato al marzo 2015.

Passiamo ora ai relatori della serata. Gli stessi con cui alcuni “buontemponi” vorrebbero “dialogare”.

Iniziamo con Federico Secchi, sindaco di Avio, che in qualità di rappresentante delle istituzioni democratiche ha, se vogliamo, una responsabilità anche maggiore. Secchi è stato il primo amministratore trentino a non aver accolto richiedenti asilo (ben otto, sic!) sul suo territorio. Secchi era comunque già salito agli “onori” delle cronache: quando prestava servizio nel corpo dei vigili urbani, venne fotografato mentre si esibiva in un saluto romano durante la commemorazione di un milite della Repubblica Sociale Italiana. Come si suol dire: il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Di Bonazza e Castaldini, (come chiarito, rispettivamente referenti di CasaPound Bolzano e CasaPound Trento) abbiamo già abbondantemente parlato, inoltre è facile reperire informazioni in merito alle loro passate condanne ed intemperanze. Su Bonazza possiamo aggiungere che è stato condannato in via definitiva per il reato di apologia di fascismo e per aver picchiato in un raid razzista a Verona alcuni ragazzi e alcune ragazze. https://www.salto.bz/it/article/11052015/lascesa-dellestrema-destra-bolzano http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/assalti-razzisti-nei-bar-direttissima-per-ruffo-e-altri-tre-1.3058172

Veniamo ora agli ospiti di levatura nazionale. Anche se purtroppo i prodi Iannone e Di Stefano non saranno dei “nostri” (perché ne avremmo avute di belle da raccontarvi anche su di loro), in compenso mandano da Roma Alberto Palladino. Si tratta del presidente dell’associazione Solid.Id legata a doppio filo a CasaPound nonché fondatore di Blocco Studentesco (sezione giovanile di CPI). Bene, da un articolo del 2012 apprendiamo che costui è stato condannato in via definitiva a due anni e otto mesi per un’aggressione a colpi di spranga avvenuta a Roma.

Il referente locale della cricca è Matteo Negri, in pochi lo ricordano ma nel 2010, assieme a Michele Ghirotti (tenete bene a mente questo cognome, ci torneremo poi), venne coinvolto in una rissa nei pressi del pub Lochness. In seguito a questi fatti, secondo un articolo uscito sul giornale L’Adige, i due vennero accusati formalmente di “ingiurie aggravate” e “lesioni personali”; inoltre, riporta sempre l’articolo, i due sarebbero stati accusati di “discriminazione che si sarebbe consumata ai danni del giovane marocchino nel momento in cui uno dei due appartenenti a casapound avrebbe apostrofato il ragazzo dicendogli testualmente: Che c… vuoi razza inferiore?”. Alla fine il processo non si tenne: pare che le parti siano arrivate ad un accordo e ad una conciliazione. Quindi niente processo, ma i fatti restano.

Perché vi abbiamo chiesto di ricordare anche Michele Ghirotti?

Sempre secondo il giornale L’Adige la nuova sede di CasaPound Riva dovrebbe trovarsi nelle adiacenze della palestra Pain&Gain (no non è il nome di un film con The Rock) a S. Nazzaro. Bene, il personal trainer della palestra è un certo Paolo Ghirotti cugino di Michele, inoltre sempre secondo l’Adige Michele Ghirotti sarebbe un collaboratore della palestra. Pare vi sia stata una nuova smentita in proposito e la nuova sede non si troverebbe nemmeno a S. Nazzaro. Paolo Ghirotti interrogato dai giornali ha affermato “Io so che a poca distanza da qui apriranno la sede di CasaPound ma questa non ha niente a che vedere con me e con la mia struttura di lavoro”.

A questo punto ci domandiamo se i fascisti del terzo millennio useranno il vicino locale per aprire la loro sede, oppure (il che sarebbe più consono a tali personaggi) se sceglieranno di utilizzare i garage sotterranei che stanno sotto la palestra.

 

Ci permettiamo di fare un’ osservazione alla consigliera comunale Franca Bazzanella che in un articolo uscito sulla stampa di oggi ha affermato “Resto dell’idea che anche con queste realtà si deve trovare uno spazio di dialogo: l’emarginazione non serve”.

Queste “realtà” fanno un uso sistematico della violenza per affermare le proprie idee. Aggrediscono, intimidiscono tutti coloro che vengono percepiti, da loro, come diversi. Quando la consigliera afferma di voler avere un confronto con queste persone si ricordi che sta dialogando con degli squadristi neo-fascisti autori di innumerevoli aggressioni. Gente che, se da un lato si mostra “disponibile al dialogo”, dall’altro la notte aggredisce le persone a tradimento, e incessantemente istiga all’odio razziale e politico, declinato in forme varie a seconda delle occorrenze e del comodo loro. Insomma, non proprio dei cittadini modello… E quindi ci rivolgiamo anche a Stefano Santorum, colui che si è definito un “paladino della legalità”. Il consigliere comunale di Riva è consapevole dei trascorsi delle persone con le quali si accompagna? E soprattutto, è a conoscenza del fatto che una delle liste “civiche” che lo sosteneva nella scorsa tornata elettorale ha ospitato personaggi di questa risma?

 

Infine ci sentiamo di interrogare anche chi ha scelto di affittare uno spazio a queste persone. Siamo sicuri che per qualche spicciolo valga la pena portare nella città dei Martiri del 28 Giugno, la violenza squadrista?