Forza Nuova: identikit dello squadrista in giacca e cravatta

Forza Nuova: identikit dello squadrista in giacca e cravatta

Immaginate che un paio di cittadini italiani ricercati per aver fatto parte di un’organizzazione terrorista islamista dopo vent’anni di latitanza tornino nel nostro paese. Immaginate che invece di essere arrestati possano non solo rimanere a piede libero, ma anche costituire un partito politico ispirato all’islamismo radicale, mettiamo che lo chiamino «Nuova Sharia». Immaginate di vedere gli adepti di «Nuova Sharia» organizzarsi, promuovere manifestazioni e fare propaganda nelle città italiane con slogan come «Prima i mussulmani!», «espulsione degli infedeli!». Immaginate che comincino le aggressioni a donne che rifiutano di vestirsi secondo i precetti dell’Islam radicale, a tutti coloro che vengono considerati «infedeli» e «pervertiti». Immaginate che alcune di queste aggressioni costino la vita ad alcune persone. Immaginate politici ed opinionisti inizino a discettare sul fatto che «l’ISIS in fondo ha fatto anche cose buone». Immaginate la polizia anziché arrestare i membri di «Nuova Sharia» faccia di tutto per proteggere «il loro diritto di esprimere le proprie opinioni».

Immaginate tutto questo e diteci: cosa pensereste di alcuni ragazzi che per protesta decidessero di tirare un po’ di vernice sopra un banchetto tenuto dai propagandisti di «Nuova Sharia»?

Pensate che questa piccola distopia sia un’ esagerazione? Allora non sapete cos’è Forza Nuova, l’organizzazione che da qualche tempo ha iniziato a comparire anche in Trentino e che è stata di recente sanzionata con un lancio di vernice da alcuni antifascisti, poi arrestati, incarcerati e sottoposti a processo tra l’esecrazione di stampa, politica e associazionismo.

Sul sito «Osservatorio Antisemitismo», a cura della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) di Milano, troviamo un profilo di Forza Nuova

Fondata nel settembre 1997, è tra le più vecchie fra le formazioni neofasciste post-missine. Di stampo integralista cattolico, si ispira senza infingimenti, da sempre, alla Guardia di ferro rumena fondata da Corneliu Zelea Codreanu, uno dei più sanguinari movimenti antisemiti che l’Europa abbia mai conosciuto, attivo negli anni Trenta e Quaranta, che arrivò a collaborare con i nazisti e praticare l’azione terroristica su larga scala.
Profilo del partito di estrema destra Forza Nuova. Del 14 gennaio 2017.

Consultato il 25.10.2017 sul sito http://www.osservatorioantisemitismo.it/articoli/profilo-del-partito-di-estrema-destra-forza-nuova/

Roberto Fiore e Massimo Morsello, terroristi e affaristi

Gli ispiratori e le guide dell’organizzazione furono Roberto Fiore e Massimo Morsello (il secondo deceduto nel 2001). I due erano stati rispettivamente membri di Terza Posizione e dei Nuclei Armati Rivoluzionari, la stessa

Roberto Fiore – Segretario Nazionale di Forza Nuova

organizzazione che commise la Strage della stazione di Bologna nel 1980, costata 85 morti e 200 feriti. Sia Fiore che Morsello fuggirono dall’Italia inseguiti da mandati di cattura per associazione sovversiva e banda armata, per i quali furono successivamente condannati nel 1985 rispettivamente a cinque anni e sei mesi e ad otto anni e due mesi ai margini del processo per la strage di Bologna.

Secondo un’inchiesta del giornale inglese Guardian Fiore e Morsello vennero reclutati dal MI6 (il servizio segreto inglese) in Libano dove si erano rifugiati nei primi anni ’80 e grazie a questo poterono ottenere asilo nel Regno Unito (si veda: Strage di Bologna, neofascisti nel MI6. In: «La Repubblica» del 4 agosto 1998. Consultato il 25.10.2017 sul sito http://www.repubblica.it/online/fatti/bologna/bologna/bologna.html).

Massimo Morsello

La cosa appare confermata dalla «Relazione presentata a nome della commissione sul razzismo e la xenofobia» del parlamento europeo, pubblicata nel 1991 (Si veda a pag.40 della relazione stessa, consultata il 25.10.2017 sul sito https://publications.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/d8734ae4-921b-487c-9086-2941571e1cf1 )

Di certo a Londra i due ricercati vissero un esilio fruttuoso, tanto da avere divenire soci in un giro d’affari multimiliardario. Il 26 maggio 1998 «La Repubblica», nell’articolo Fiore e Morsello, i padri neri esiliati a Londra, scriveva che ad essi apparteneva:

 

L’ agenzia di servizi Meeting Point [oggi Easy London] che dieci anni dopo vanta un fatturato di 40 miliardi. La stampa britannica li ha accusati di usare naziskin come esattori per gli affitti degli edifici da loro ristrutturati. Nella capitale inglese FN dispone anche di un’ ateneo, la Siddons University. Ma Scotland Yard ha qualche dubbio sulle loro attività. Teme che l’ acquisto di proprietà rurali in Europa nasconda l’ idea di farne basi nere illegali.

Consultato il 25.10.2017 sul sito http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/05/26/fiore-morsello-padri-neri-esiliati-londra.html

Il 27 gennaio 2001 Michele Zacchi scrisse su «Questo Trentino» l’articolo Vita e opere di Roberto Fiore, secondo il quale

distribuito dagli ambienti neofascisti a Londra, nel quartier generale di Fiore – quello che ospita le Fondazioni – si tengono incontri organizzati da Forza Nuova.
Accanto all’attività politica esiste, per Roberto Fiore, la permanente attenzione verso gli affari. Uno dei suoi progetti è quello, per esempio, di ottenere biglietti scontati dalle compagnie aeree per le migliaia di giovani che si muovono in Europa grazie alle sue imprese commerciali; per alcuni osservatori, anzi, la sua Easy London è forse la più grande organizzazione europea in quel particolare segmento economico.
Un nuovo settore è quello agricolo: piccole aziende vengono comprate e trasformate in comunità rurali nelle quali affari e ideologia devono andare a braccetto. Questo progetto è una realtà in Italia, Inghilterra, Spagna e Polonia.

Consultato il 25.10.2017 sul sito http://www.questotrentino.it/articolo/7104/vita_e_opere_di_roberto_fiore.htm

Il recente dossier pubblicato da «L’Espresso» (Cassa Pound, chi finanzia le campagne dell’estrema destra in «L’Espresso» del 5 novembre 2017) spiega che le due «istituzioni benefiche» su cui le autorità inglesi indagavano nel 2001 erano la Saint Michael the Archangel e la Saint George Educational. Dalla metà degli anni ’90 avrebbero ricevuto donazioni anonime di centinaia di migliaia di sterline, soldi versati ufficialmente a tre società italiane possedute da famigliari dello stesso Fiore: Futura Vis, Rapida Vis e Comeritresa, con lo scopo di finanziare «pubblicazioni sulla chiesa cattolica». Ma sui bilanci italiani di quei pagamenti non si è trovata traccia.

Fiore e Morsello rientrarono in Italia nel 1999 quando i reati attribuiti al primo vennero prescritti, mentre il secondo non doveva più temere il carcere perché ormai moribondo a causa di un tumore. Ma gli affari del leader di Forza Nuova all’estero sono proseguiti. Se l’Inghilterra è la culla del suo piccolo impero commerciale, la Russia è l’orizzonte cui puntare per la sua espansione. Al di là dell’esibita affinità ideologica con Putin, Fiore iniziò a frequentare la Russia già nel 2012 presentandosi come responsabile dell’associazione italo-russa Alexandrite, impegnata nel «dialogo commerciale». Due anni dopo il segretario di Forza Nuova accompagnò una delegazione di imprenditori italiani in visita nella Crimea appena annessa alla Russia. L’obiettivo è mostrare agli imprenditori italiani le possibilità di investimento in Crimea, infatti le autorità russe assicurano che chi vi investe almeno cinquantamila euro non pagherà tasse per cinque anni. Insomma una specie di paradiso fiscale in cui andare a de-localizzare le proprie aziende alla faccia dello slogan che campeggia sui manifesti forzanovisti: «compra italiano!».

Ma oltre al sostegno verso chi vuole de-localizzale imprese portandole fuori dall’Italia, c’è anche altro. Nel 2010 Roberto Fiore ha aperto a Cipro, paese nel quale il segreto bancario consente di tenere riservati i propri affari e sottrarsi al fisco, una società che avrebbe dovuto occuparsi di riciclo materiali, la Vis Ecologia. L’azienda non ha nessun dipendente e non ha mai depositato un bilancio. Al momento della sua fondazione il 50% di Vis Ecologia era di proprietà Beniamino Iannace, già candidato alle elezioni europee con Forza Nuova nel 2009 e tra i gestori dell’«istituzione benefica» Saint Michael the Archangel. Iannace è anche fondatore del Gruppo Italiana Servizi Postali, ci cui è proprietario assieme al figlio di Fiore, Alessandro, e ad un ex-candidato di Forza Nuova alla Camera, Fabio Infante. Il Gruppo Italiana Servizi Postali risulta avere 64 filiali in Italia, con un fatturato di 105.000 euro e una leggera perdita. Ma come scrive «L’espresso» offre opportunità interessanti.

Perché distribuire multe, atti giudiziari e raccomandate da accesso potenzialmente a dati personali e indirizzi di milioni di persone: materiale strategicamente importante per un partito politico che vuole farsi conoscere

Tanto più importante, verrebbe da aggiungere, per chi ha la discutibile abitudine di utilizzare la violenza come normale strumento di confronto politico, ma questo lo vedremo più avanti. Intanto è interessante notare come la società di Iannace abbia come partner Western Union, il principale servizio di trasferimento di denaro all’estero usato dai migranti. Insomma i forzanovisti speculano sia sull’immigrazione che sulla de-localizazzione delle imprese italiane e tanti saluti a chi prende sul serio il loro programma.

Il 4 novembre 2017 con l’articolo «Forza Nuova Holdig» il quotidiano «La Repubblica» ha dato notizia un’informativa del Ros consegnata al pm della procura di Roma Sergio Colaiocco, secondo cui:

L’utilizzo di cooperative sociali e società di capitali evidenziano la partecipazione agli incarichi societari (in Italia e all’estero) di soggetti gravitanti nell’ambito di Forza Nuova, che assolvono evidenti mansioni di prestanome, fornendo così una copertura a chi ha di fatto il controllo del complesso societario-finanziario.

Consultato il 7 novembre 2017 sul sito http://www.repubblica.it/cronaca/2017/11/04/news/forza_nuova_holding_fiore_e_i_camerati-prestanome_dietro_agli_affari_dei_patrioti_-180189091/

Il sospetto è quello che questi prestanome servano a nascondere una fitta rete di frodi fiscali. Al centro dell’informativa vi sarebbero alcune cooperative sociali, una società informatica, la Act Comunication, le cliniche dentali del marchio Blu Dental Clinique Italia, tutto gestito da esponenti e militanti di Forza Nuova. Alcuni tra loro gestiscono anche una rete di «Compro Oro» che secondo gli inquirenti da «significativi introiti», ovvero proprio il tipo di attività che approfitta degli «italiani in difficoltà».

Per approfondire altri aspetti del giro d’affari legato a Forza Nuova e la rete internazionale neofascista di cui fa parte consigliamo il post in diverse puntate «Dio, Patria, Famiglia e Fondi Pubblici» sul glog Playing the gender card https://playingthegendercard.wordpress.com/2017/03/09/cvf-alain-escada/ .

Lo squadrismo di Forza Nuova

Primo maggio 2008, corticella dei Leoni, Verona, Nicola Tommasoli, un designer di 29 anni rimane a terra dopo essere stato aggredito assieme ad un amico da cinque individui. Chi lo accompagnava racconterà

C’erano i ragazzi, noi stavamo passeggiando, ci hanno chiesto una sigaretta, anche con un tono un po’ strano. Noi abbiamo risposto di no e abbiamo continuato a camminare per la nostra strada senza fermarci. Quando ho fatto per girarmi – ha aggiunto – uno mi ha sferrato un pugno, da lì è cominciato tutto. Due minuti di panico, faccio fatica adesso perché ho preso tante botte, mi tiravano per i capelli, sono caduto più volte e ho cercato di difendermi come potevo, per fortuna mi sono girato, altrimenti potevo esser lì al posto del mio amico. Cosa ci dicevano? No, non insulti – ha aggiunto – ci davano le botte ma non dicevano niente. Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente”. La vittima-testimone ribadisce l’aggressione alle spalle: “Se Nicola si fosse girato probabilmente non sarebbe lì – dice l’amico, riferendosi alla rianimazione – si sarebbe potuto difendere, avrebbe avuto solo qualche botta.
Verona, morto il ragazzo pestato, presi altri due aggressori. In «La Repubblica» del 5 maggio 2008.

Consultato il 27.10.2017 su http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-verona/due-fermati/due-fermati.html

Nicola morirà in ospedale pochi giorni dopo. I suoi assassini risulteranno subito essere legati agli ambienti dell’estrema destra cittadina. Uno di loro, Raffaele Dalle Donne era già noto alle forze dell’ordine come ultrà vicino a Forza Nuova. Un altro, Federico Perini era stato addirittura candidato da Forza Nuova alle amministrative cittadine del 2007.

Il giorno dopo l’aggressione che si rivelerà mortale Perini e un altro degli assassini, Nicolò Veneri, vennero portati da Stefano Torre, Filippo Bodini e Samuele Maffizzoli (tutti e tre candidati di Forza Nuova alle amministrative ed in seguito processati per favoreggiamento) sino ad Innsbruck, dove presero un taxi sino a Monaco e di lì un aereo per Londra. La loro latitanza nella capitale inglese durò due giorni, poi pare che finirono i soldi e dovettero tornare in Italia. Sembra evidente che i vertici di Forza Nuova (che come si è visto a Londra hanno un notevole giro di affari) abbiano deciso di sacrificarli per evitare di essere travolti da uno scandalo, intanto infatti Nicola era morto e la notizia del suo omicidio era su tutti i giornali (si veda: Fecero fuggire gli aggressori di Tomassoli, indagati tutti e tre. In «L’Arena» del 30 ottobre 2009. Consultato il 27.10.2017 su http://www.larena.it/home/fecero-fuggire-gli-aggressori-di-tommasoli-indagati-in-tre-1.2650844?refresh_ce#scroll=1001 ).

Nel febbraio 2015, nel secondo processo in appello, Federico Perini e Nicolò Veneri vennero condannati per omicidio preterintenzionale a 11 anni e un mese di carcere, mentre Guglielmo Corsi a 7 anni e 10 mesi, Raffaele Dalle Donne a 7 anni e 5 mesi, Andrea Visentini a 6 anni e 9 mesi. (Si veda: Verona, omicidio Tommasoli, vengono tutti condannati: per i 5 a processo 44 anni di carcere. Su «Verona sera» del 5 febbraio 2015. Consultato il 27.10.2017 su http://www.veronasera.it/cronaca/verona-omicidio-tommasoli-vengono-tutti-condannati-cinque-processo-anni-carcere-5-febbraio-2015.html ).

Nicola Tomassoli è una delle dieci persone uccise per i più vari motivi dai neofascisti in Italia dal 2000 ad oggi, gli altri sono stati: Davide “Dax” Cesare, Fabio Tomaselli, Renato Biagetti, Alberto Bonanni, Samb Modou, Diop Mor, Ciro Esposito, Silvio Fanella ed Emmanuel Chidi Namdi.

Nel luglio 2012 si ebbe un nuovo caso simile, per fortuna non finito tragicamente con un omicidio: a Catelnuovo del Garda, nel piazzale di una discoteca un banale alterco si trasformò in un bestiale pestaggio ai danni di un ragazzo da parte di quattro individui: Edoardo Coltri, Iacopo Gregorio Magagna, Alberto Recchia e Michele Rossi. Coltri e Magagna erano stati candidati in una lista «Identità scaligera» a sostegno del candidato sindaco di Forza Nuova Luca Castellini, mentre Recchia era stato candidato direttamente nella lista di Forza Nuova (Venerdì l’ultimo pestaggio del gruppo. In «Il Corriere del Veneto» del 18 ottobre 2012. Consultato il 27.10.2017 su http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/cronaca/2012/18-ottobre-2012/venerdi-l-ultimo-pestaggio-gruppo-2112311680630.shtml ).

Nel dicembre 2011 invece due minorenni ed un maggiorenne, quest’ultimo con una bandiera nazista e testi neofascisti in casa, avevano aggredito sempre a Verona un tredicenne originario dello Sri Lanka aggredendolo con insulti a sfondo razziale prima di passare alle botte, colpendolo anche con un manganello telescopico. (Si veda: Botte al cingalese, arrivano le scuse. In «Il Corriere del Veneto» 22 dicembre 2011, cosultato il 7 novembre 2017 sul sito http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/cronaca/2011/22-dicembre-2011/botte-cingalese-arrivano-scuse-siamo-mortificati-non-aver-paura–1902625576359.shtml ).

La violenza di Forza Nuova non è di casa solo nella città scaligera e dintorni. Si era cominciato a parlare dell’organizzazione già nel 2000, quando un suo simpatizzante, Andrea Insabato, mise una bomba presso la redazione romana del giornale «Il Manifesto» (Si veda: Roma, bomba al Manifesto. Un ferito, è l’attentatore. In «La Repubblica» del 22 dicembre 2000. Consultato il 27.10.2017 su http://www.repubblica.it/online/politica/manifesto/manifesto/manifesto.html ).

Ma è la violenza spicciola di strada il marchio di fabbrica di Forza Nuova come di altri gruppi neofascisti. Gli esempi non si contano, come ad esempio l’aggressione contro alcuni studenti avvenuta nel centro di Bologna nella notte tra il 14 ed il 15 novembre 2008. A compierla furono Luigi Guerzoni, Vincenzo Gerardi Alessandro Malaguti. Guerzoni era all’epoca referente dei Giovani di Forza Nuova per la provincia di Bologna. I tre sono stati condannati nel maggio 2013 a tre anni e quattro mesi, senza sospensione condizionale della pena (si veda: Aggredirono studenti sotto le due torri, condannati a tre anni attivisti di estrema destra. In «Il Resto del Carlino» del 31 maggio 2013. Consultato il 27.10.2017 su http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/05/31/897362-aggredirono-studenti-condannati-attivisti-estrema-destra.shtml ).

Non si tratta di casi isolati ma di una accertata predisposizione alla violenza da parte dei militanti e dei simpatizzanti di Forza Nuova. Secondo il vice-ministro agli interni Filippo Bubbico tra il 2011 e il 2016 «ben 240 sono stati i deferimenti all’autorità giudiziaria e 10 gli arresti nei confronti di militanti o persone contigue a Forza Nuova». (Si veda: Forza Nuova, nella sede di Milano la svastica sulla torta. Gli ebrei italiani “sconcertante”. In «La Repubblica» del 7 giugno 2017. Consultato il 2.11.2017 su http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/06/07/news/forza_nuova_svastica_milano-167482193/ ).

Ma è forse a Roma il luogo dove negli ultimi anni la violenza di Forza Nuova si è fatta sistema e quotidiano strumento di controllo del territorio. A fare notizia sono state per prime le aggressioni subite a Roma da residenti originari del Bangladesh. Si parla di almeno una cinquantina di aggressioni commesse tra 2012 e 2013 commesse da tredici indagati. Secondo i carabinieri l’organizzazione delle aggressioni veniva effettuata dagli esponenti della sede forzanovista di via Lidia a Roma, spesso all’interno della sede stessa. Le vittime erano scelte tra i migranti provenienti dal Bangladesh perché li si considerava poco propensi a reagire e a denunciare, gli autori le descrivevano come: «un pestaggio terapeutico e ideologico. Un massacro che ti scarica i nervi e la tensione e che racchiude un credo, quello di combattere l’immigrazione». (Si veda I raid razzisti a Roma. Regia aggressioni in una sede di Forza Nuova. In «Il Messaggero» del 14 gennaio 2016. Consultato il 27.10.2017 su http://ilmessaggero.it/roma/cronaca/raid_razzisti_roma_regia_aggressioni_sezione_forza_nuova-1482533.html ) .

A commettere le aggressioni erano ragazzi adolescenti, alcuni ancora minorenni. Una recente informativa dei carabinieri, che proprio per quei fatti chiede il rinvio a giudizio per alcuni esponenti di Forza Nuova, illustra come l’organizzazione sia finalizzata all’indottrinamento dei giovanissimi:

Quanto raccolto dai militari del Ros infatti, si legge nelle carte, “evidenzia come l’attenzione del gruppo si concentrino sull’attività di indottrinamento dei giovani sin dall’età adolescenziale, al fine di meglio coinvolgerli in una devota condivisione di intenti dettati dal movimento e ai quali ispirare la propria militanza e la propria vita”. Meglio se non maggiorenni.
Ancora. “Tale capacità di trasportare i minori in un contesto caratterizzato da dettami rigidi e intriso di odio e razzismo – sottolineano gli inquirenti nell’informativa – evidenzia la portata reale della pericolosità di un gruppo che riesce così a radicarsi negli aderenti sia da un punto di vista ideologico che comportamentale”

Si veda: A scuola di razzismo nella sede di Forza Nuova a Roma: “picchiate i bengalesi”. In «La Repubblica» del 2 novembre 2017. Consultato il 2.11.2017 su http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/11/02/news/la_scuola_di_razzismo_nella_sede_di_forza_nuova_picchiate_i_bengalesi_-179997138/

Non si tratta delle intemperanze di un gruppo di giovanissimi ma del risultato di un vero e proprio indottrinamento volto a creare un piccolo esercito di fedeli picchiatori ciecamente devoti al partito in cui militano.

Dopo quello psicologico veniva l’addestramento fisico. Nella sede di via Amulio 41 il coordinatore romano aveva ricavato una piccola palestra dove «faccio i corsi di spada, coltelli, bastoni, balestra e armi medievali, solo il giovedì sera », dice a un amico al telefono. Secondo gli investigatori emerge «un marcato assoggettamento dei giovani componenti del gruppo nei confronti dei membri più anziani, associato a un’intensa opera di proselitismo e indottrinamento svolta costantemente da questi ultimi anche in modo violento. L’insita pericolosità si esplicitava con l’addestramento dei giovani militanti all’uso delle armi bianche.

Si veda: Roma, gli arruolati da Forza Nuova: “Prima l’attacchinaggio poi i raid anti immigrati così ci formiamo”. In «La Repubblica» del 3 novembre 2017. Consultato il 3.11.2017 su http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/11/03/news/roma_gli_arruolati_da_forza_nuova_prima_l_attacchinaggio_poi_i_raid_anti_immigrati_cosi_ci_formiamo_-180106196/

D’altronde nella capitale Forza Nuova può ormai imporre una versione aggiornata delle leggi razziali impedendo l’alloggio in case popolari alle persone di origine «straniera» cui sono state regolarmente assegnate. I casi di questo tipo sono stati almeno tre:

  • Il 6 dicembre 2016 nel quartiere San Basilio viene aggredita e cacciata una famiglia marocchina legittima assegnataria di un alloggio popolare.
  • Il 21 gennaio 2017 nel quartiere Trullo si impedisce lo sfratto di una coppia che occupava abusivamente una casa popolare, in tal modo una famiglia egiziana, regolare assegnataria, non può prendere possesso dell’appartamento.
  • Il 28 settembre 2017 in zona Corviale si ha un identico episodio ai danni di una famiglia italo-etiope.

In tutti i tre i casi il copione è il medesimo: alcuni residenti aizzati e guidati da Forza Nuova e dal movimento da lei ispirato «Roma ai romani» hanno impedito con la violenza che persone regolarmente residenti in Italia da anni potessero usufruire di un diritto loro legalmente riconosciuto. Creando di fatto una situazione di discriminazione razziale nell’accesso al welfare. «La patria si difende a calci e pugni» ha scritto su Facebook Giuliano Castellino, leader di «Roma ai romani». (Si veda: “No alla casa agli immigrati”: Forza Nuova lancia i sassi contro la polizia. In «L’Espresso» del 28 settembre 2017. Consultato il 2.11.2017 su http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/09/28/news/forza-nuova-sassi-contro-la-polizia-in-difesa-degli-occupanti-abusivi-raggi-basta-violenza-neofascista-1.311002 ).

Il 26 giugno 2017 a Tor Bella Monaca era avvenuto un altro episodio che dà bene l’idea del «clima» ormai imperante in buona parte di Roma: quattro giovanissimi italiani hanno insultato e aggredito un cinquantenne bengalese colpevole di aver chiesto indicazioni per raggiungere la casa popolare assegnatagli dal comune. (Si veda: Roma, bengalese picchiato da italiani perché beneficiario di una casa popolare. In «Il fatto quotidiano» del 30 giugno 2017. Consultato il 2.11.2017 su http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/30/roma-bengalese-picchiato-da-italiani-perche-beneficiario-di-una-casa-popolare/3698041/ )

Un’organizzazione nazifascista

Primi di giugno 2017 piazza Aspromonte, sede di Forza Nuova a Milano. Si festeggia un compleanno, sul tavolo c’è una torta con al centro una grossa svastica disegnata con la glassa, ai suoi lati (sempre con la glassa) è scritto il motto che risuonava nelle adunate naziste «Sigh Heil». Si festeggia il sessantesimo compleanno di Ettore Sanzanni segretario provinciale di Forza Nuova a Lodi, già assurto agli onori delle cronache per aver definito gli immigrati «animali che devono essere trattati da animali».

Ettore Sanzanni e la torta con la svastica – immagine tratta da dagospia.com

Sanzanni, che una svastica ce l’ha tatuata anche addosso, riceve durante la festa gli auguri del suo segretario nazionale, Roberto Fiore e di un altro forzanovista «famoso» a livello nazionale: Mirko Viola. ( Si veda: Forza Nuova, nella sede di Milano la svastica sulla torta. Gli ebrei italiani “sconcertante”. In «La Repubblica» del 7 giugno 2017. Consultato il 2.11.2017 su http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/06/07/news/forza_nuova_svastica_milano-167482193/ ).

Vale la pena di raccontare la storia di quest’ultimo: Quarantenne di Cantù e militante forzanovista era uno dei più assidui frequentatori della sezione italiana del forum «nazionalista bianco» con base in USA Stormfront, oscurato nel novembre 2012 dalla polizia postale in seguito ad un operazione che portò in carcere oltre a Viola anche i tre moderatori del sito. L’8 aprile 2013 vennero condannati per

promozione e direzione di un gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e religiosi, nonché di diffusione di idee fondate sull’odio razziale ed etnico

Si veda la sentenza dell’8 aprile 2013 consultata il 3.11.2017 sul sito http://osservatorioantisemi-c02.kxcdn.com/wp-content/uploads/2013/11/Sentenza-884.13-dell8.04.2013-1_stormfront.pdf

Tra le loro attività, oltre alla diffusione sul web di propaganda razzista ed esplicitamente nazifascista, vi era era stato anche lo stilare e rendere pubblica una lista degli «ebrei italiani», nonché aver cercato di creare un gruppo attivo anche «in real» oltre che sul web.

Nell’ambito di quel processo Viola venne condannato a due anni e 8 mesi di reclusione da scontare ai domiciliari e con il divieto di comunicare tramite il web. Ma il giorno stesso della condanna non si fece problemi a mandare in segno di sfida una cartolina al presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici con sopra un passo tratto dalle Elegie di Properzio: «le leggi indotte dal sangue sono superiori a quelle del diritto».

Ma già due mesi dopo, nel giugno 2013, la rottura del divieto di comunicare tramite il web lo portò nuovamente in carcere. ( Si veda: Torna in carcere Mirko Viola, uno dei leader neonazisti di stormfront. In «Il sole 24 ore» del 15 giugno 2013. Consultato il 3.11.2017 su http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-15/torna-carcere-mirko-viola-180952.shtml?uuid=Abb6OK5H ).

Entrambe le carcerazioni di Viola furono l’occasione per Forza Nuova per presentarlo come «un martire della libertà di pensiero» e «prigioniero politico» (i coimputati una volta in carcere ritrattarono le proprie posizioni e chiesero scusa), ad esempio pubblicando anche le sue lettere dal carcere sul blog della federazione forzanovista milanese ( si veda: http://www.milano.forzanuova.info/blog/2013/02/09/lettera-di-mirko-in-isolamento-da-3-mesi-per-aver-espresso-le-proprie-opinioni). Una volta uscito dal carcere venne invitato come ospite d’onore al «Campo di Marte», la festa organizzata da Forza Nuova presso il campo solare di Cantù. Lì fu tra i relatori dell’incontro «Politically correct, il Gulag del Pensiero» che si tenne il 13 settembre 2014 (si veda http://www.milano.forzanuova.info/blog/2014/08/30/121314-settembre-2014-campo-di-marte ).

D’altronde Forza Nuova è tra le organizzazioni neofasciste quella che più si è impegnata sul fronte del negazionismo della Shoah. Già nel 2012 in Lombardia i suoi militanti organizzavano la visione di un documentario negazionista: «Wissen macht frei – la conoscenza rende liberi». (Si veda: Nella testa dei negazionisti: la Shoah macabra leggenda. In «La Repubblica» del 5 aprile 2017. Consultato il 3.11.2017 http://www.repubblica.it/cronaca/2012/04/05/news/nella_testa_dei_negazionisti-32798573/ ). Nel tempo le loro posizioni non sono mai cambiate, sono solo diventate più socialmente accettate da un’opinione pubblica sempre più razzista e da istituzioni sempre più complici degli squadristi.

Ma cosa sia Forza Nuova è stato definito nero su bianco da una sentenza della Corte di Cassazione del 10 febbraio 2011 (sentenza 4938 della Quinta sezione penale), che ha assolto dall’accusa di diffamazione il direttore e un giornalista del Corriere della Sera, denunciati da Roberto Fiore, per un’intervista in cui il suo partito veniva definito un’organizzazione «chiaramente fascista» e «portatrice di valori quali la xenofobia, il razzismo, la violenza e l’antisemitismo». Secondo la Cassazione:

la qualità di fascista non può essere depurata dalla qualità di razzista e ritenersi incontaminata dall’accostamento al nazismo, il che fornisce base di verità alle espressioni di critica in quella sede esaminate (cfr. Cass. Sez. 5, 8.1.2010, n. 10449, rv. 247132). E, sempre in dimensione storica, qualifiche di xenofobia, razzismo, violenza ed antisemitismo attengono a principi o valori (o disvalori, a seconda della diversa angolazione prospettica), intimamente connaturati e strutturalmente coessenziali alla ideologia nazista e fascista

Sentenza consultata il 7 novembre 2017 su https://www.penalecontemporaneo.it/upload/cass.%20sez.%20I%2028.10-forzanuova.pdf

In seguito alla simpatica festicciola con tanto di svastica sulla torta del festeggiato la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni chiese la messa al bando di Forza Nuova. Questo non è avvenuto, anzi l’organizzazione nazifascista in questione può tranquillamente continuare ad organizzare cortei, ronde ed eventi politici alla luce del sole. Poi appena calano le tenebre, lontano dai riflettori e dalle telecamere può cominciare la caccia all’immigrato, il pestaggio degli avversari politici o l’incendio delle strutture destinate ai rifugiati.